聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 15 05 2017 alle 18,06

Regina Caeli, 14/05/2017

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Dopo Fatima, affido a Maria, Regina della Pace le popolazioni in Medio oriente

Al Regina Caeli papa Francesco ricorda le violenze che subiscono cristiani, musulmani e yazidi e chiede di “percorrere la strada del dialogo e della riconciliazione”. A Fatima “immerso nella preghiera del santo Popolo fedele”.  La santità di Francesco e Giacinta “non è conseguenza delle apparizioni, ma della fedeltà e dell’ardore con cui essi hanno corrisposto al privilegio ricevuto di poter vedere la Vergine Maria”.  ““Anche ai nostri giorni c’è tanto bisogno di preghiera e di penitenza”. “Il saluto alla manifestazione “Passeggini vuoti” per una “un’attenzione concreta alla vita e alla maternità”. Nella Festa della mamma, “ricordiamo con gratitudine e affetto tutte le mamme affidandole a Maria, la mamma di Gesù”.

 


Papa Francesco – “Affido a Maria, Regina della pace, la sorte delle popolazioni afflitte da guerre e conflitti, in particolare in Medio Oriente”: lo ha detto papa Francesco dopo la preghiera mariana del Regina Caeli, il primo dopo il suo ritorno ieri sera dal pellegrinaggio compiuto al santuario di Fatima il 12 e il 13 maggio.

Alle decine di migliaia di fedeli radunati in piazza san Pietro il papa ha ricordato le violenze e le sofferenze che continuano a registrarsi in Siria, Iraq, Yemen: “Tante persone innocenti sono duramente provate, sia cristiane, sia musulmane, sia appartenenti a minoranze come gli yazidi, i quali subiscono tragiche violenze e discriminazioni. Alla mia solidarietà si accompagna il ricordo nella preghiera, mentre ringrazio quanti si impegnano a sovvenire ai bisogni umanitari. Incoraggio le diverse comunità a percorrere la strada del dialogo e dell’amicizia sociale per costruire un futuro di rispetto, di sicurezza e di pace”.

In precedenza il pontefice ha spiegato il senso del suo viaggio a Fatima, nel centenario delle apparizioni della Madonna ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, e dove ha anche canonizzato gli ultimi due, primi bambini ad essere santi senza essere martiri.

“A Fatima – ha detto - mi sono immerso nella preghiera del santo Popolo fedele, preghiera che là scorre da cento anni come un fiume, per implorare la protezione materna di Maria sul mondo intero. Rendo grazie al Signore che mi ha concesso di recarmi ai piedi della Vergine Madre come pellegrino di speranza e di pace. E ringrazio di cuore i Vescovi, le Autorità dello Stato e tutti coloro che hanno offerto la loro collaborazione”.

“Fin dall’inizio – ha continuato -  quando nella Cappella delle Apparizioni sono rimasto a lungo in silenzio, accompagnato dal silenzio orante di tutti i pellegrini, si è creato un clima raccolto e contemplativo, in cui si sono svolti i vari momenti di preghiera. E al centro di tutto è stato ed è il Signore Risorto, presente in mezzo al suo Popolo nella Parola e nell’Eucaristia. Presente in mezzo ai tanti malati, che sono protagonisti della vita liturgica e pastorale di Fatima, come di ogni santuario mariano”.

Egli ha poi sottolineato il senso della canonizzazione dei due pastorelli: “A Fatima la Vergine ha scelto il cuore innocente e la semplicità dei piccoli Francesco, Giacinta e Lucia, quali depositari del suo messaggio. Questi fanciulli lo hanno accolto degnamente, così da essere riconosciuti come testimoni affidabili delle apparizioni, e diventando modelli di vita cristiana. E ho voluto dire alla Chiesa che deve avere cura dei bambini. Con la canonizzazione di Francesco e Giacinta, ho voluto proporre a tutta la Chiesa il loro esempio di adesione a Cristo e di testimonianza evangelica. La loro santità non è conseguenza delle apparizioni, ma della fedeltà e dell’ardore con cui essi hanno corrisposto al privilegio ricevuto di poter vedere la Vergine Maria. Dopo l’incontro con la “bella Signora”, essi recitavano frequentemente il Rosario, facevano penitenza e offrivano sacrifici per ottenere la fine della guerra e per le anime più bisognose della divina misericordia”.

“Anche ai nostri giorni – ha concluso - c’è tanto bisogno di preghiera e di penitenza per implorare la grazia della conversione, come pure la fine degli assurdi conflitti e delle violenze che sfigurano il volto dell’umanità. Lasciamoci guidare dalla luce che viene da Fatima. Il Cuore Immacolato di Maria sia sempre il nostro rifugio, la nostra consolazione e la via che ci conduce a Cristo”.

Dopo l’appello per il Medio oriente, Francesco ha ricordato che ieri a Dublino (Irlanda) “è stato proclamato Beato il sacerdote gesuita John Sullivan. Vissuto in Irlanda tra Otto e Novecento, egli dedicò la vita all’insegnamento e alla formazione spirituale dei giovani, ed era amato e ricercato come un padre dai poveri e dai sofferenti”.

Fra i saluti finali, egli ne ha dedicato uno speciale alle mamme di Bordighera e ai partecipanti alla manifestazione “Passeggini vuoti”, che vogliono sensibilizzare la società sui problemi della famiglia e dell’inverno demografico.  “Il futuro delle nostre società – ha detto il pontefice - richiede da parte di tutti, specialmente delle istituzioni, un’attenzione concreta alla vita e alla maternità. Questo appello è particolarmente significativo oggi mentre si celebra, in tanti Paesi, la festa della mamma; ricordiamo con gratitudine e affetto tutte le mamme affidandole a Maria, la mamma di Gesù”. E ha proposto alcuni momenti di silenzio perché ognuno pregasse per la propria mamma.