聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 02 05 2017 alle 16,05

UDIENZA GENERALE, 19/04/2017

Fede non è ideologia ma Gesù vivo e risorto

“Gesù è qui, in Piazza, con noi: vivo e risorto”. Verte sull'annuncio gioioso della Risurrezione di Gesù, la catechesi di Papa Francesco all’udienza generale stamani in Piazza San Pietro. Circa 20mila i fedeli riuniti in una Piazza illuminata da un bel sole e dal calore della folla ma sferzata da un gelido vento di tramontana tanto che il Papa ha indossato il cappotto. Il cristianesimo non è un sistema filosofico ma nasce dall’avvenimento della Risurrezione, ricorda Francesco che prosegue la riflessione sulla speranza cristiana.

 


Papa Francesco“La nostra fede nasce il mattino di Pasqua”, con la Risurrezione di Gesù: tutto infatti poggia su questo presupposto. E' il cuore della catechesi di Papa Francesco nella prima udienza generale dopo la Pasqua. Sulle orme delle parole di San Paolo alla comunità di Corinto, il Papa sottolinea che il cristianesimo nasce da “un fatto”:

“Non è un’ideologia, non è un sistema filosofico, ma è un cammino di fede che parte da un avvenimento, testimoniato dai primi discepoli di Gesù. Paolo lo riassume in questo modo: Gesù è morto per i nostri peccati, fu sepolto, e il terzo giorno è risorto ed è apparso a Pietro e ai Dodici. Questo è il fatto. E’ morto, è sepolto, è risorto, è apparso. Cioè, Gesù è vivo! Questo è il nocciolo del messaggio cristiano”.

Centrale è soprattutto l’ultimo elemento del mistero pasquale: la Risurrezione. Gesù sarebbe infatti un esempio di “dedizione suprema” se “tutto fosse finito con la morte”, nota il Papa. Ma accettare che Cristo è morto crocifisso non è un atto di fede, mentre “credere che è risorto”, sì. La fede nasce infatti dalla Risurrezione.

Paolo da persecutore ad apostolo: fondamento della fede è vedere Gesù risorto

San Paolo fa poi un elenco delle persone a cui apparve Gesù risorto: da Pietro fino a lui stesso, ultimo della lista, come a un aborto. La sua storia personale è infatti drammatica: “non era un chierichetto”, era un persecutore della Chiesa e si sentiva un uomo arrivato, dice il Papa. E in questo quadro perfetto di vita, un giorno avvenne l’imprevedibile: l’incontro con Gesù risorto sulla via di Damasco:

“E il persecutore diviene apostolo. Perché? 'Perché io ho visto Gesù vivo! Io ho visto Gesù Cristo risorto!'. Questo è il fondamento della fede di Paolo, come della fede degli altri apostoli, come della fede della Chiesa, come della nostra fede”.

Un cuore razionalistico non capisce cosa sia il cristianesimo

Il cristianesimo consiste non tanto nella nostra ricerca, tentennante, nei confronti di Dio  ma nella "ricerca di Dio nei nostri confronti” perché è Gesù che “ci ha afferrati” e “conquistati per non lasciarci più”, spiega Francesco. Per cogliere questo, serve però un cuore aperto:

“Il cristianesimo è grazia, è sorpresa, e per questo motivo presuppone un cuore capace di stupore. Un cuore chiuso, un cuore razionalistico è incapace dello stupore, e non può capire cosa sia il cristianesimo. Perché il cristianesimo è grazia, e la grazia soltanto si percepisce, di più: si incontra nello stupore dell’incontro”.

Andare al proprio sepolcro per sperimentare la risurrezione

Quindi “anche se siamo peccatori”, anche se nella nostra vita abbiamo sommato tanti insuccessi, il Papa invita ad andare al sepolcro di Gesù e vedere la pietra rovesciata anche nella propria vita:

"Andare al nostro sepolcro: tutti ne abbiamo un pochettino dentro. Andare lì, e vedere come Dio è capace di risorgere da lì. Qui c’è felicità, qui c’è gioia, e vita, dove tutti pensavano ci fosse solo tristezza, sconfitta e tenebre".

Gesù è qui, fra noi, vivo e risorto

Non bisogna quindi partire dalla morte ma dall’amore di Dio che ha sconfitto “la nostra acerrima nemica” e così fare proprio il grido di San Paolo: “Dov’è, o morte, la tua vittoria?”:

“E se ci diranno il perché del nostro sorriso donato e della nostra paziente condivisione, allora potremo rispondere che Gesù è ancora qui, che continua ad essere vivo fra noi, che Gesù è qui, in piazza, con noi: vivo e risorto”.

 

Papa Francesco ha tenuto oggi l’udienza generale in Piazza San Pietro svolgendo la sua catechesi sul tema “Cristo risorto nostra speranza”, a partire dalla prima Lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi: “Fratelli, vi proclamo il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano! A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici”. (1Cor 15,1-5)

Tutta la fede poggia sulla risurrezione

“Ci incontriamo quest’oggi nella luce della Pasqua, che abbiamo celebrato e continuiamo a celebrare con la Liturgia. Per questo, nel nostro itinerario di catechesi sulla speranza cristiana, oggi desidero parlarvi di Cristo Risorto, nostra speranza, così come lo presenta san Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi (cfr cap. 15). L’apostolo vuole dirimere una problematica che sicuramente nella comunità di Corinto era al centro delle discussioni. La risurrezione è l’ultimo argomento affrontato nella Lettera, ma probabilmente, in ordine di importanza, è il primo: tutto infatti poggia su questo presupposto”.

Il cristianesimo non è una ideologia né un sistema filosofico

“Parlando ai suoi cristiani – ha proseguito il Papa - Paolo parte da un dato inoppugnabile, che non è l’esito di una riflessione di qualche uomo sapiente, ma un fatto, un semplice fatto che è intervenuto nella vita di alcune persone. Il cristianesimo nasce da qui. Non è un’ideologia, non è un sistema filosofico, ma è un cammino di fede che parte da un avvenimento, testimoniato dai primi discepoli di Gesù. Paolo lo riassume in questo modo: Gesù è morto per i nostri peccati, fu sepolto, e il terzo giorno è risorto ed è apparso a Pietro e ai Dodici (cfr 1 Cor 15,3-5). Questo è il fatto. E’ morto, è sepolto, è risorto, è apparso. Cioè: Gesù è vivo. Questo è il nocciolo del messaggio cristiano”.

Risurrezione di Gesù è fatto storico

“Annunciando questo avvenimento, che è il nucleo centrale della fede – ha affermato il Papa - Paolo insiste soprattutto sull’ultimo elemento del mistero pasquale, cioè sul fatto che Gesù è risuscitato. Se infatti tutto fosse finito con la morte, in Lui avremmo un esempio di dedizione suprema, ma questo non potrebbe generare la nostra fede. E’ stato un eroe. No! E’ morto, ma è risorto. Perché la fede nasce dalla risurrezione. Accettare che Cristo è morto, ed è morto crocifisso, non è un atto di fede, è un fatto storico. Invece credere che è risorto sì. La nostra fede nasce il mattino di Pasqua. Paolo fa un elenco delle persone a cui Gesù risorto apparve (cfr vv. 5-7). Abbiamo qui una piccola sintesi di tutti i racconti pasquali e di tutte le persone che sono entrate in contatto con il Risorto. In cima all’elenco ci sono Cefa, cioè Pietro, e il gruppo dei Dodici, poi “cinquecento fratelli” molti dei quali potevano rendere ancora la loro testimonianza, poi viene citato Giacomo. Ultimo della lista – come il meno degno di tutti – è lui stesso. Paolo dice di se stesso: “Come un aborto” (cfr v. 8)”. 

L'incontro di Paolo col Cristo risorto

Il Papa prosegue: “Paolo usa questa espressione perché la sua storia personale è drammatica: ma lui non era un chierichetto, eh? Lui era un persecutore della Chiesa, orgoglioso delle proprie convinzioni; si sentiva un uomo arrivato, con un’idea molto limpida di cosa fosse la vita con i suoi doveri. Ma, in questo quadro perfetto – tutto era perfetto in Paolo, sapeva tutto – in questo quadro perfetto di vita, un giorno avviene ciò che era assolutamente imprevedibile: l’incontro con Gesù Risorto, sulla via di Damasco. Lì non ci fu soltanto un uomo che cadde a terra: ci fu una persona afferrata da un avvenimento che gli avrebbe capovolto il senso della vita”.

Da persecutore ad apostolo

A braccio ha aggiunto: “E il persecutore diviene apostolo. Perché? “Perché io ho visto Gesù vivo! Io ho visto Gesù Cristo risorto!”. Questo è il fondamento della fede di Paolo, come della fede degli altri apostoli, come della fede della Chiesa, come della nostra fede”.

Il cristianesimo è grazia, è Cristo che ci conquista

“Che bello – ha detto il Papa - pensare che il cristianesimo, essenzialmente, è questo! Non è tanto la nostra ricerca nei confronti di Dio – una ricerca, in verità, così tentennante –, ma piuttosto la ricerca di Dio nei nostri confronti. Gesù ci ha presi, ci ha afferrati, ci ha conquistati per non lasciarci più. Il cristianesimo è grazia, è sorpresa, e per questo motivo presuppone un cuore capace di stupore”.

Un cuore razionalistico non capisce cosa sia il cristianesimo

E ancora a braccio ha detto: “Un cuore chiuso, un cuore razionalistico è incapace dello stupore e non può capire cosa sia il cristianesimo. Perché il cristianesimo è grazia, e la grazia soltanto si percepisce, di più: si incontra nello stupore dell’incontro”.

Andiamo a vedere la grande pietra rovesciata

“E allora, anche se siamo peccatori – ma tutti noi lo siamo –, se i nostri propositi di bene sono rimasti sulla carta, oppure se, guardando la nostra vita, ci accorgiamo di aver sommato tanti insuccessi… Nel mattino di Pasqua possiamo fare come quelle persone di cui ci parla il Vangelo: andare al sepolcro di Cristo, vedere la grande pietra rovesciata e pensare che Dio sta realizzando per me, per tutti noi, un futuro inaspettato. Andare al nostro sepolcro: tutti ne abbiamo un pochettino dentro. Andare lì, e vedere come Dio è capace di risorgere da lì. Qui c’è felicità, qui c’è gioia, vita, dove tutti pensavano ci fosse solo tristezza, sconfitta e tenebre. Dio fa crescere i suoi fiori più belli in mezzo alle pietre più aride”.

L'amore di Dio ha sconfitto la morte

Papa Francesco ha concluso così: “Essere cristiani significa non partire dalla morte, ma dall’amore di Dio per noi, che ha sconfitto la nostra acerrima nemica. Dio è più grande del nulla, e basta solo una candela accesa per vincere la più oscura delle notti. Paolo grida, riecheggiando i profeti: «Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?» (v. 55). In questi giorni di Pasqua, portiamo questo grido nel cuore. E se ci diranno il perché del nostro sorriso donato e della nostra paziente condivisione, allora potremo rispondere che Gesù è ancora qui, che continua ad essere vivo fra noi, che Gesù è qui, in piazza, con noi: vivo e risorto”.