聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 04 04 2017 alle 15,49

Santa Marta, 04/04/2017

Portare la croce come simbolo dell’amore per il quale Gesù si è fatto peccato

Come dice San Paolo ha preso su di sé tutte le sporcizie dell’umanità, si è fatto innalzare perché tutta la gente ferita dal peccato, lo guardasse. E chi non riconosce in quell’uomo innalzato la forza di Dio che si è fatto peccato per guarirci, morirà nel proprio peccato.

 


Papa Francesco– Oggi “la Chiesa ci propone un dialogo con questo mistero della croce, con questo Dio che si è fatto peccato, per amore”, per salvarci. E’ così che va portata la sua croce e non solo come un simbolo di appartenenza, “un distintivo” o addirittura come un ornamento. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa celebrata stamattina a Casa santa Marta, commentando il brano del Vangelo nel quale tre volte Gesù dice ai farisei: “Morirete nei vostri peccati”, perché avevano il cuore chiuso e non capivano quel mistero che era il Signore.

Nel dialogo con loro, poi, Gesù afferma: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io sono e che non faccio nulla da me stesso”. Il riferimento di Gesù è a quanto avvenne nel deserto, narrato dalla Prima lettura, quando il popolo che non poteva sopportare il cammino, “si allontana dal Signore” e “sparla di Mosè e del Signore”. Arrivano quindi i serpenti che mordono e provocano la morte. Allora il Signore dice a Mosè di fare un serpente di bronzo e innalzarlo su un’asta: chiunque fosse stato morso e lo avesse guardato, sarebbe guarito. Il serpente è il “simbolo del diavolo”, “il padre della menzogna”, “il padre del peccato, quello che ha fatto peccare l’umanità”. E Gesù dice: “Quando io sarò innalzato in alto, tutti verranno a me”. Questo è il mistero della croce. “Il serpente di bronzo guariva” ma “era segno di due cose: del peccato fatto del serpente, della seduzione del serpente, dell’astuzia del serpente; e anche era segnale della croce di Cristo. Era una profezia”.

Gesù quindi si “è fatto peccato”, come dice San Paolo, e ha preso su di sé tutte le sporcizie dell’umanità, si è fatto innalzare perché tutta la gente ferita dal peccato, lo guardasse. E chi non riconosce in quell’uomo innalzato “la forza di Dio che si è fatto peccato per guarirci”, morirà nel proprio peccato. “La salvezza soltanto viene dalla croce ma da questa croce che è Dio fatto carne. Non c’è salvezza nelle idee, non c’è salvezza nella buona volontà, nella voglia di essere buoni… No. L’unica salvezza è in Cristo crocifisso, perché soltanto Lui, come il serpente di bronzo, significava, è stato capace di prendere tutto il veleno del peccato e ci ha guarito lì. Ma cosa è la croce per noi? Sì, è il segno dei cristiani, è il simbolo dei cristiani. E noi facciamo il segno della croce ma non sempre lo facciamo bene, delle volte facciamo così… Perché non abbiamo questa fede alla croce. Altre volte, per alcune persone è un distintivo di appartenenza: ‘Sì, io porto la croce per far vedere che sono cristiano’. Sta bene quello ma non solo come distintivo, come se fosse una squadra, il distintivo di una squadra: come memoria di quello che si è fatto peccato”.

“Dio disse a Mosè: ‘Chi guarda il serpente sarà guarito’. Gesù dice ai suoi nemici: ‘Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete’. Chi non guarda la croce, così, con fede, morirà nei propri peccati, non riceverà quella salvezza”. “Oggi la Chiesa ci propone un dialogo con questo mistero della croce, con questo Dio che si è fatto peccato, per amore a me. E ognuno di noi può dire: ‘Per amore a me’. E possiamo pensare: come porto io la croce? Come un ricordo? Quando faccio il segno della croce sono consapevole di quello che faccio? Come porto io la croce? Soltanto come un simbolo di appartenenza a un gruppo religioso? Come porto io la croce? Come ornamento? Come un gioiello, con tante pietre preziose, d’oro…? Ho imparato a portarla sulle spalle, dove fa male? Ognuno di noi oggi guardi il Crocifisso, guardi questo Dio che si è fatto peccato perché noi non moriamo nei nostri peccati e risponda a queste domande che io vi ho suggerito”.