聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 27 03 2017 alle 17,14

Discorso, Milano - Giovani - 25/03/2017

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I nonni aiutano a trovare la fede, e no al bullismo

I genitori si sforzino di “educare con i contenuti, le idee, gli atteggiamenti nella vita e i valori”, “perdano tempo” per giocare con i loro figli, prendano l’abitudine di andare a messa con i figli e poi insieme, magari in un parco e ricordino che “gli occhietti” dei ragazzi li guardano, ricordano e soffrono se li vedono litigare.


 Papa Francesco– I genitori si sforzino di “educare con i contenuti, le idee, gli atteggiamenti nella vita e i valori”, “perdano tempo” per giocare con i loro figli, prendano l’abitudine di andare a messa con i figli e poi insieme, magari in un parco e ricordino che “gli occhietti” dei ragazzi li guardano, ricordano e soffrono se li vedono litigare. Quanto ai ragazzi ascoltino i nonni e giochino con i loro amici “senza insultarci, e pensare che così giocava Gesù”. E no al bullismo. Uno stadio di san Siro traboccante di canti, grida, coreografie e gioia ha accolto papa Francesco per l’ultimo appuntamento della sua visita a Milano, quello con migliaia di ragazzi.

Una festa colorata nel corso della quale il Papa ha risposto, praticamente a braccio, alle domande postegli da un emozionatissimo bambino, una coppia di genitori e di una catechista.

Al piccolo Davide che ha chiesto “a te, quando avevi la nostra età, che cosa ti ha aiutato a far crescere l’amicizia con Gesù?”, Francesco ha risposto i nonni, giocare con gli amici, la parrocchia. “I nonni – ha detto ancora - hanno saggezza della vita e loro con quella saggezza ci insegnano come essere più vicini a Gesù. A me lo hanno fatto. Primi, i nonni. Un consiglio: parlate con i nonni. Parlate, fate tutte le domande che volete. Ascoltate i nonni. E’ importante, in questo tempo, parlare con i nonni”.

Ai ragazzi, più avanti, suggerisce un esame di coscienza: “nella vostra scuola, quartiere c'è qualcuno a cui voi fate beffa, che prendete in giro perché ha qualche difetto? E a voi piace farlo vergognare e picchiarlo per questo? Questo si chiama bullismo”. “Per il sacramento della santa cresima fate la promessa al Signore che mai praticherete il bullismo e che mai permetterete che si faccia nella vostra scuola o quartiere? Lo promettete? Mai prendere in giro, farsi beffa di un compagno di scuola, di quartiere. Promettete questo oggi?”. Un boato di sì la risposta degli 80mila giovani.

Poi è la volta di Monica e Alberto, genitori di tre ragazzi. Chiedono: come trasmettere ai nostri figli la bellezza della fede? “Credo – ha risposto il Papa - che questa è una delle domande-chiave che tocca la nostra vita come genitori: la trasmissione della fede, e anche tocca la nostra vita come pastori e come educatori. La trasmissione della fede. E mi piacerebbe rivolgerla a voi. E vi invito a ricordare quali sono state le persone che hanno lasciato un’impronta nella vostra fede e che cosa di loro vi è rimasto più impresso. Quello che mi hanno domandato i bambini a me, io domando a voi. Quali le persone, le situazioni, le cose che vi hanno aiutato a crescere nella fede, la trasmissione della fede … Invito voi genitori a diventare con l’immaginazione per qualche minuto nuovamente figli e a ricordare le persone che vi hanno aiutato a credere. Chi mi ha aiutato, a me, a credere? Il padre, la madre, i nonni, una catechista, una zia, il parroco, un vicino, chissà… Tutti portiamo nella memoria, ma specialmente nel cuore qualcuno che ci ha aiutato a credere”.

"Ma i bambini - ha aggiunto - ci guardano, e voi non immaginate l’angoscia che sente un bambino quando i genitori litigano”. "Gli occhietti dei vostri figli – ha detto ancora - via via memorizzano e leggono con il cuore come la fede è una delle migliori eredità che avete ricevuto dai vostri genitori e dai vostri avi. Se ne accorgono. E se voi date la fede e la vivete bene, c’è la trasmissione. Mostrare loro come la fede ci aiuta ad andare avanti, ad affrontare tanti drammi che abbiamo, non con un atteggiamento pessimista ma fiducioso, questa è la migliore testimonianza che possiamo dare loro. C’è un modo di dire: “Le parole se le porta il vento”, ma quello che si semina nella memoria, nel cuore, rimane per sempre".

Poi il Papa ha aggiunto un’altra cosa: “In diverse parti, molte famiglie hanno una tradizione molto bella ed è andare insieme a Messa e dopo vanno a un parco, portano i figli a giocare insieme. Così che la fede diventa un’esigenza della famiglia con altre famiglie. Con gli amici, famiglie amiche … Questo è bello e aiuta a vivere il comandamento di santificare le feste. Non solo andare in chiesa a pregare o a dormire durante l’omelia: succede, eh? Non solo. Ma poi, andare a giocare insieme. Adesso che cominciano le belle giornate, ad esempio, la domenica dopo essere andati a Messa in famiglia, è una buona cosa se potete andare in un parco o in piazza, a giocare, a stare un po’ insieme. Nella mia terra questo si chiama “dominguear”, passare la domenica insieme”.

All’ultima domanda, posta di Valeria, mamma e catechista su come educare, Francesco ha risposto consigliando “un’educazione basata sul pensare-sentire-fare, cioè un’educazione con l’intelletto, con il cuore e con le mani, i tre linguaggi. Educare all’armonia dei tre linguaggi, al punto che i giovani, i ragazzi, le ragazze possano pensare quello che sentono e fanno, sentire quello che pensano e fanno e fare quello che pensano e sentono. Non divorziare i tre: tutte e tre insieme. Non educare soltanto l’intelletto: questo è dare nozioni intellettuali, sono importanti. Ma questo, senza il cuore e senza le mani, non serve. Non serve. Dev’essere armonica, l’educazione. Ma si può dire anche: educare con i contenuti, le idee, gli atteggiamenti nella vita e i valori. Anche si può dire così. Ma mai educare soltanto, per esempio, con le nozioni, le idee. No. Anche il cuore deve crescere nell’educazione, e anche il “fare”, l’atteggiamento, il modo di andare nella vita”.