聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 01 03 2017 alle 18,57

Omelia, 01/03/2017

Quaresima, strada dalla schiavitù alla libertà, dalla morte alla vita

La Quaresima è “tempo di grazia” che ricorda “il soffio” creatore, tempo per liberarci dall’asfissia dell’egoismo, per dire no per all’inquinamento causato dall’indifferenza, all’ipocrisia che tranquillizza la coscienza, per interrogarci su “che sarebbe di noi se Dio ci avesse chiuso le porte?”.
 


Papa Francesco – La Quaresima “è la strada dalla schiavitù alla libertà, dalla sofferenza alla gioia, dalla morte alla vita”, “non è il tempo di stracciarsi le vesti davanti al male che ci circonda, ma piuttosto di fare spazio nella nostra vita a tutto il bene che possiamo operare, spogliandoci di ciò che ci isola, ci chiude e ci paralizza”. Anche quest’anno la “Stazione” quaresimale di Santa Sabina è stata, come da  tradizione il luogo dove i papi celebrano il rito dell’imposizione delle Ceneri, a ricordare che l’uomo è polvere. Ma, ha detto oggi Francesco, “polvere nelle mani amorose di Dio che soffiò il suo spirito di vita sopra ognuno di noi”.

Il pomeriggio, come di consueto, è iniziato nella chiesa di Sant’Anselmo, dove c’è stato un momento di preghiera e da dove, subito dopo, è partita la processione penitenziale diretta alla non lontana antichissima basilica di santa Sabina, dove il Papa ha celebrato la messa, nel corso della quale c’è stato il rito delle Ceneri. A imporle a Francesco è stato il cardinale Jozef Tomko (nella foto), titolare della basilica.

La Quaresima, nelle parole di Francesco, è “tempo di grazia” che ricorda “il soffio” creatore, tempo per liberarci dall’asfissia dell’egoismo, per dire no per all’inquinamento causato dall’indifferenza, all’ipocrisia che tranquillizza la coscienza, per interrogarci su “che sarebbe di noi se Dio ci avesse chiuso le porte?”.

“La Quaresima – ha detto il Papa - è una via: ci conduce alla vittoria della misericordia su tutto ciò che cerca di schiacciarci o ridurci a qualche cosa che non sia secondo la dignità di figli di Dio. La Quaresima è la strada dalla schiavitù alla libertà, dalla sofferenza alla gioia, dalla morte alla vita. Il gesto delle ceneri, con cui ci mettiamo in cammino, ci ricorda la nostra condizione originaria: siamo stati tratti dalla terra, siamo fatti di polvere. Sì, ma polvere nelle mani amorose di Dio che soffiò il suo spirito di vita sopra ognuno di noi e vuole continuare a farlo; vuole continuare a darci quel soffio di vita che ci salva da altri tipi di soffio: l’asfissia soffocante provocata dai nostri egoismi, asfissia soffocante generata da meschine ambizioni e silenziose indifferenze; asfissia che soffoca lo spirito, restringe l’orizzonte e anestetizza il palpito del cuore. Il soffio della vita di Dio ci salva da questa asfissia che spegne la nostra fede, raffredda la nostra carità e cancella la nostra speranza. Vivere la Quaresima è anelare a questo soffio di vita che il nostro Padre non cessa di offrirci nel fango della nostra storia”.

“Il soffio della vita di Dio ci libera da quella asfissia di cui tante volte non siamo consapevoli e che, perfino, ci siamo abituati a ‘normalizzare’, anche se i suoi effetti si fanno sentire; ci sembra normale perché ci siamo abituati a respirare un’aria in cui è rarefatta la speranza, aria di tristezza e di rassegnazione, aria soffocante di panico e di ostilità”.

“Quaresima è il tempo per dire no. No all’asfissia dello spirito per l’inquinamento causato dall’indifferenza, dalla trascuratezza di pensare che la vita dell’altro non mi riguarda; per ogni tentativo di banalizzare la vita, specialmente quella di coloro che portano nella propria carne il peso di tanta superficialità. La Quaresima vuole dire no all’inquinamento intossicante delle parole vuote e senza senso, della critica rozza e veloce, delle analisi semplicistiche che non riescono ad abbracciare la complessità dei problemi umani, specialmente i problemi di quanti maggiormente soffrono. La Quaresima è il tempo di dire no; no all’asfissia di una preghiera che ci tranquillizzi la coscienza, di un’elemosina che ci lasci soddisfatti, di un digiuno che ci faccia sentire a posto. Quaresima è il tempo di dire no all’asfissia che nasce da intimismi che escludono, che vogliono arrivare a Dio scansando le piaghe di Cristo presenti nelle piaghe dei suoi fratelli: quelle spiritualità che riducono la fede a culture di ghetto e di esclusione”.

“Quaresima è tempo di memoria, è il tempo per pensare e domandarci: che sarebbe di noi se Dio ci avesse chiuso le porte?; che sarebbe di noi senza la sua misericordia che non si è stancata di perdonarci e ci ha dato sempre un’opportunità per ricominciare di nuovo? Quaresima è il tempo per domandarci: dove saremmo senza l’aiuto di tanti volti silenziosi che in mille modi ci hanno teso la mano e con azioni molto concrete ci hanno ridato speranza e ci hanno aiutato a ricominciare?”.

“Quaresima è il tempo per tornare a respirare, è il tempo per aprire il cuore al soffio dell’Unico capace di trasformare la nostra polvere in umanità. Non è il tempo di stracciarsi le vesti davanti al male che ci circonda, ma piuttosto di fare spazio nella nostra vita a tutto il bene che possiamo operare, spogliandoci di ciò che ci isola, ci chiude e ci paralizza. Quaresima è il tempo della compassione per dire con il salmista: ‘Rendici [, Signore,] la gioia della tua salvezza, sostienici con uno spirito generoso’, affinché con la nostra vita proclamiamo la tua lode (cfr Sal 51,14), e la nostra polvere – per la forza del tuo soffio di vita – si trasformi in ‘polvere innamorata’”. 

II- 

“Ritornate al Signore che è misericordioso!“. Il Papa nella liturgia delle Ceneri, fa proprio il grido del profeta Gioele e invita, nel tempo di grazia che ci conduce alla Pasqua, a "fissare il nostro sguardo ancora una volta sulla misericordia" del Padre.

 

Siamo polvere, ma nelle mani amorose di Dio che ci salva col soffio del Suo spirito
La Quaresima è questo, spiega: “via che conduce alla vittoria della misericordia su tutto ciò che cerca di schiacciarci”, è “strada dalla schiavitù alla libertà, dalla sofferenza alla gioia, dalla morte alla vita”. Siamo “fatti di polvere”, come indica il gesto delle Ceneri, ma nelle “mani amorose di Dio” che col “soffio del suo spirito di vita” ci ha salvati:

 

“Vuole continuare a darci quel soffio di vita che ci salva da altri tipi di soffio: l’asfissia soffocante provocata dai nostri egoismi, asfissia soffocante generata da meschine ambizioni e silenziose indifferenze; asfissia che soffoca lo spirito, restringe l’orizzonte e anestetizza il palpito del cuore. Il soffio della vita di Dio ci salva da questa asfissia che spegne la nostra fede, raffredda la nostra carità e cancella la nostra speranza”. 

 

Quaresima: tempo di dire no all'asfissia dello Spirito, all'indifferenza e ai semplicismi
Vivere la Quaresima è dunqnue "anelare" a questo soffio, liberi da una asfissia che, osserva Francesco, perfino ci sembra normale perché quasi ci siamo abituati: un’aria soffocante di tristezza, di panico e ostilità. Ecco, la Quaresima è il “tempo di dire no” a tutto ciò:

 

“No all’asfissia dello spirito per l’inquinamento causato dall’indifferenza, dalla trascuratezza di pensare che la vita dell’altro non mi riguarda; per ogni tentativo di banalizzare la vita, specialmente quella di coloro che portano nella propria carne il peso di tanta superficialità”.

 

No “all’inquinamento intossicante delle parole vuote”, della “critica rozza e veloce”, delle “analisi semplicistiche” che non abbracciano la complessità dei problemi umani, specie di chi soffre:

 

No alla tranquillità della coscienza e a fedi intimistiche
“No all’asfissia di una preghiera che ci tranquillizzi la coscienza, di un’elemosina che ci lasci soddisfatti, di un digiuno che ci faccia sentire a posto. Quaresima è il tempo di dire no all’asfissia che nasce da intimismi che escludono, che vogliono arrivare a Dio scansando le piaghe di Cristo presenti nelle piaghe dei suoi fratelli: quelle spiritualità che riducono la fede a culture di ghetto e di esclusione”.

 

Ma il tempo che ci prepara alla Pasqua, aggiunge il Papa, è anche il tempo per domandarci cosa sarebbe stato di noi senza la misericordia di Dio, che ci "dà sempre l’opportunità di ricominciare", e senza l'aiuto di "tanti volti silenziosi che in mille modi ci hanno teso la mano“. Dal buio alla luce, le parole conclusive del Papa si aprono al positivo:

 

Quaresima è aprirsi a Dio, è fare spazio al bene
"Quaresima è il tempo per tornare a respirare, è il tempo per aprire il cuore al soffio dell’Unico capace di trasformare la nostra polvere in umanità. Non è il tempo di stracciarsi le vesti davanti al male che ci circonda, ma piuttosto di fare spazio nella nostra vita a tutto il bene che possiamo operare, spogliandoci di ciò che ci isola, ci chiude e ci paralizza”.

 

Un rito suggestivo quello nella splendida cornice di S.Sabina in cui lo stesso Pontefice dopo aver ricevuto le Ceneri dal cardinale Jozef Tomko, rievocando il momento biblico 'Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai', le ha imposte ad alcuni dei presenti in Basilica.