聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 01 03 2017 alle 11,04

Santa Marta, 28/02/2017

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Scegliere Dio che dona gioia, non le ricchezze che ci fanno tristi.

Seguire il Signore che ci dona tutto, non cercare le ricchezze. E’ quanto affermato da Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Commentando il Vangelo odierno, il Papa ha messo l’accento sulla “pienezza” che ci dona Dio: una pienezza “annientata” che culmina nella Croce.

 


Papa Francesco-“Non si possono servire due padroni”, o serviamo Dio o le ricchezze. Nella Messa a Santa Marta, alla vigilia del Mercoledì delle Ceneri, Francesco sottolinea che - in questi giorni prima della Quaresima - la Chiesa “ci fa riflettere sul rapporto fra Dio e le ricchezze”. Rammenta dunque l’incontro tra il “giovane ricco, che voleva seguire il Signore, ma alla fine era tanto ricco che ha scelto le ricchezze”.

Dio ci dona tutto se stesso in una misura traboccante

Il commento di Gesù, ha osservato il Papa, spaventa un po’ i discepoli: “Quanto difficile è che un ricco entri nel Regno dei Cieli. E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago”. Oggi, ha osservato Francesco, il Vangelo di Marco ci mostra Pietro mentre chiede al Signore che ne sarà di loro che hanno lasciato tutto. Sembra quasi – commenta il Papa – che “Pietro gli passasse il conto al Signore”:

“Non sapeva cosa dire: ‘Sì, questo se ne è andato, ma noi?’. La risposta di Gesù è chiara: ‘Io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato tutto senza ricevere tutto’. ‘Ecco, noi abbiamo lasciato tutto’. ‘Riceverete tutto’, con quella misura traboccante con la quale Dio dà i suoi doni. ‘Riceverete tutto. Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madri o padri o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora in questo tempo cento volte tanto in case, fratelli, sorelle, madri, campi, e la vita eterna nel tempo che verrà’. Tutto. Il Signore non sa dare meno di tutto. Quando Lui dona qualcosa dona sé stesso, che è tutto”.

Tuttavia, ha soggiunto il Papa, “c’è una parola”, in questo passo del Vangelo, “che ci fa riflettere: riceve già ora in questo tempo cento volte in case, fratelli insieme a persecuzioni”.

Il dono di Dio è una pienezza annientata, lo stile del cristiano è la Croce

Questo, ha detto, è “entrare” in un “altro modo di pensare, in un altro modo di agire. Gesù dà se stesso tutto, perché la pienezza, la pienezza di Dio è una pienezza annientata in Croce”:

“Questo è il dono di Dio: la pienezza annientata. E questo è lo stile del cristiano: cercare la pienezza, ricevere la pienezza annientata e seguire per quella strada. Non è facile, non è facile questo. E qual è il segno, qual è il segnale che io vado avanti in questo dare tutto e ricevere tutto? L’abbiamo sentito nella Prima Lettura: ‘Glorifica il Signore con occhio contento. In ogni offerta mostra lieto il tuo volto, con gioia, consacra la tua decima. Da' all’Altissimo secondo il dono da Lui ricevuto e con occhio contento secondo la tua volontà’. Occhio contento, lieto il volto, gioia, occhio contento… Il segno che noi andiamo su questa strada del tutto e niente, della pienezza annientata, è la gioia”.

Sant'Alberto Hurtado esempio di gioia nel Signore tra le tribolazioni

Il giovane ricco invece, ha detto il Papa, “si fece scuro in volto e se ne andò rattristato”. “Non è stato capace di ricevere, di accogliere questa pienezza annientata – ha ammonito – i Santi, Pietro stesso, l’hanno accolta. E in mezzo alle prove, alle difficoltà avevano lieto il volto, l’occhio contento e la gioia del cuore”. Questo, ha evidenziato Francesco, “è il segno”. Ha così concluso l’omelia ricordando il Santo cileno Alberto Hurtado:

“Lavorava sempre, difficoltà dietro difficoltà, dietro difficoltà… Lavorava per i poveri… E’ stato davvero un uomo che ha fatto strada in quel Paese… La carità per l’assistenza ai poveri… Ma è stato perseguitato, tante sofferenze. Ma lui quando era proprio lì, annientato in croce, la frase era: ‘Contento, Señor, Contento’, ‘Felice, Signore, felice’. Che lui ci insegni ad andare su questa strada, ci dia la grazia di andare su questa strada un po’ difficile del tutto e niente, della pienezza annientata di Gesù Cristo e dire sempre, soprattutto nelle difficoltà: ‘Contento, Signore, contento’”.