聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 14 02 2017 alle 20,20

Santa Marta, 14/02/2017

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Cirillo e Metodio araldi del Vangelo con coraggio, preghiera e umiltà.
Coraggio, preghiera e umiltà: questi sono i tratti che contraddistinguono i grandi “araldi” che hanno aiutato a crescere la Chiesa nel mondo, che hanno contribuito alla sua missionarietà. Papa Francesco ne ha parlato oggi al modello dei Santi Cirillo e Metodio patroni d’Europa che oggi la Chiesa festeggia.


Papa Francesco-Cirillo e Metodio hanno fatto più forte l'Europa

C’è bisogno di “seminatori di Parola”, di “missionari, di veri araldi” per formare il popolo di Dio, come lo sono stati Cirillo e Metodio, “bravi araldi”, fratelli intrepidi e testimoni di Dio, che hanno “fatto più forte l’Europa”, di cui sono Patroni. Parte da questa riflessione l’omelia del Papa a Casa Santa Marta e prosegue indicando i tre caratteri della personalità di un “inviato” che proclama la Parola di Dio. Ne parla la Prima Lettura di oggi, con le figure di Paolo e Barnaba, e il Vangelo di Luca, con i “settentadue discepoli inviati dal Signore due a due”.

La Parola di Dio non è una proposta, serve coraggio per farla penetrare

Il primo tratto dell’”inviato” che Francesco mette in luce è la “franchezza”, che include “forza e coraggio”:

“La Parola di Dio non si può portare come una proposta – “ma, se ti piace …” – o come un’idea filosofica o morale, buona – “ma, tu puoi vivere così …” … No. E’ un’altra cosa. Ha bisogno di essere proposta con questa franchezza, con quella forza, perché la Parola penetri, come dice lo stesso Paolo, fino alle ossa. La Parola di Dio deve essere annunciata con questa franchezza, con questa forza … con coraggio. La persona che non ha coraggio – coraggio spirituale, coraggio nel cuore, che non è innamorata di Gesù, e da lì viene il coraggio! – no, dirà, sì, qualcosa di interessante, qualcosa di morale, qualcosa che farà bene, un bene filantropico, ma non c’è la Parola di Dio. E questa è incapace, questa parola, di formare il popolo di Dio. Solo la Parola di Dio proclamata con questa franchezza, con questo coraggio, è capace di formare il popolo di Dio”.

Senza preghiera la Parola di Dio diventa una conferenza

Dal Vangelo di Luca, capitolo 10, sono tratti gli altri due caratteri propri di un “araldo” della Parola di Dio. Un Vangelo “un po’ strano” afferma il Papa,  perché ricco di elementi circa l’annuncio. “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai. Pregate dunque il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe” ripete Francesco, ed è così dunque, dopo il coraggio ai missionari serve la “preghiera”:

“La Parola di Dio va proclamata con preghiera, pure. Sempre. Senza preghiera, tu potrai fare una bella conferenza, una bella istruzione: buona, buona! Ma non è la Parola di Dio. Soltanto da un cuore in preghiera può uscire la Parola di Dio. La preghiera, perché il Signore accompagni questo seminare la Parola, perché il Signore annaffi il seme perché germogli, la Parola. La Parola di Dio va proclamata con preghiera: la preghiera di quello che annuncia la Parola di Dio”.

Il vero predicatore è umile, altrimenti finisce male

Nel Vangelo è scritto anche “un terzo tratto interessante”. Il Signore invia i discepoli “come agnelli in mezzo ai lupi”:

“Il vero predicatore è quello che si sa debole, che sa che non può difendersi da se stesso. ‘Tu vai come un agnello in mezzo ai lupi’ – ‘Ma, Signore, perché mi mangino?’ – ‘Tu, vai! Questo è il cammino’. E credo che sia Crisostomo che fa una riflessione molto profonda, quando dice: ‘Ma se tu non vai come agnello, ma vai come lupo tra i lupi, il Signore non ti protegge: difenditi da solo’. Quando il predicatore si crede troppo intelligente o quando quello che ha la responsabilità di portare avanti la Parola di Dio vuol farsi furbo, ‘Ah, io me la cavo con questa gente!’, così, finirà male. O negozierà la Parola di Dio: ai potenti, ai superbi “

E per sottolineare l’umiltà dei grandi araldi, Francesco cita un episodio a lui raccontato di uno che “si vantava di predicare bene la Parola di Dio e si sentiva lupo”. E dopo una bella predica, racconta il Papa, “è andato in confessionale ed è caduto lì un pesce grosso, un grande peccatore, e piangeva, …voleva chiedere perdono”. E “questo confessore”, prosegue Francesco, ”incominciò a gonfiarsi di vanità” e la “curiosità” gli fece chiedere quale Parola pronunciata lo avesse toccato “a tal punto da spingerlo a pentirsi”. “E’ stato quando lei ha detto”, conclude il Papa, ”passiamo a un altro argomento”. “ Non so se sia vero”  chiarisce Francesco, ma di certo è vero che “si finisce male” se si porta la Parola di Dio, “sentendosi sicuri di sé e non come un agnello” che sarà il Signore a difendere.

Coraggiosi, in preghiera e umili come i Santi Cirillo e Metodio 

Dunque questa è la missionarietà della Chiesa e i grandi araldi, ribadisce in conclusione Francesco, “che hanno seminato e hanno aiutato a crescere le Chiese nel mondo, sono stati uomini coraggiosi, di preghiera e umili”. Ci aiutino i Santi Cirillo e Metodio è la preghiera del Papa “a proclamare la Parola di Dio” secondo questi criteri come hanno fatto loro.