聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 25 12 2016 alle 23,45

Messaggio natalizio, Urbi et Orbi, 25/12/2016

0

Pace per il mondo sofferente. Così il Papa nel Messaggio natalizio

“Un bambino è nato per noi… E’ il Principe della pace. Accogliamolo”! In questo Santo Natale Papa Francesco, nel Messaggio natalizio con la Benedizione Urbi et Orbi dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, ha rivolto stamani ai circa 40 mila pellegrini di tutto il mondo il suo pensiero a quei Paesi colpiti da conflitti e tensioni. Il Pontefice ha invocato il sollievo portato dal Bambino Gesù anche per tutti coloro che soffrono a causa del terrorismo, per i migranti, i rifugiati, i terremotati, per chi è in povertà, nella fame e per i bambini. E nel tweet odierno, lanciato sull’account ‘@Pontifex’, Francesco ribadisce: “Cristo è nato per noi, esultiamo nel giorno della nostra salvezza”. 


Papa Francesco“Cari fratelli e sorelle, buon Natale!”.

E’ un paterno abbraccio al mondo il messaggio natalizio di Papa Francesco, che guarda alle sofferenze alle quali ancora oggi Dio risponde col suo amore, facendosi uomo nella povertà e nella semplicità del Bambino nato in una mangiatoia. E’ Gesù, il Salvatore.

“Il potere di questo Bambino, Figlio di Dio e di Maria, non è il potere di questo mondo, basato sulla forza e sulla ricchezza; è il potere dell’amore”.

E’ quel potere – afferma Francesco – “che ha creato il mondo, la vita, che perdona le colpe, riconcilia i nemici, trasforma il male in bene. Questo potere dell’amore – continua – è il potere del servizio, che instaura nel mondo il regno di Dio, regno di giustizia e di pace”.

E, proprio con la speranza di pace portata dall’annuncio della nascita di Gesù, il Papa passa in rassegna quei popoli “feriti dalla guerra e da aspri conflitti”, a cominciare dalla Siria. Per la fine della sanguinosa crisi siriana il Santo Padre auspica che “si raggiunga una soluzione negoziale e si ristabilisca la convivenza civile nel Paese”.

"Pace agli uomini e alle donne nella martoriata Siria, dove troppo sangue è stato sparso. Soprattutto nella città di Aleppo, teatro nelle ultime settimane di una delle battaglie più atroci, è quanto mai urgente che, rispettando il diritto umanitario, si garantiscano assistenza e conforto alla stremata popolazione civile, che si trova ancora in una situazione disperata e di grande sofferenza e miseria".

Poi il Papa rivolge un pensiero particolare alla Terra Santa, scelta e prediletta da Dio, perché presto sia risolta la questione israelo-palestinese.

"Israeliani e Palestinesi abbiano il coraggio e la determinazione di scrivere una nuova pagina della storia, in cui odio e vendetta cedano il posto alla volontà di costruire insieme un futuro di reciproca comprensione e armonia".

E ancora, speranze di pace per l’Iraq, la Libia e lo Yemen, dove le popolazioni patiscono la guerra ed efferate azioni terroristiche. Nelle parole del Papa, poi, il dramma della Nigeria:

“...dove il terrorismo fondamentalista sfrutta anche i bambini per perpetrare orrore e morte”.

Francesco chiede il dono della pace pure per il Sud Sudan e la Repubblica Democratica del Congo, perché si risanino le divisioni e si intraprenda “un cammino di sviluppo e di condivisione, preferendo la cultura del dialogo alla logica dello scontro”.

L’abbraccio del Santo Padre va anche all’Ucraina orientale “dove, a causa del conflitto, è urgente una comune volontà nel recare sollievo alla popolazione e dare attuazione agli impegni assunti”.

E, nel lungo elenco dei Paesi alla ricerca della concordia, il Pontefice guarda al “caro popolo colombiano, che ambisce a compiere un nuovo e coraggioso cammino di dialogo e di riconciliazione”, e al Venezuela, “affinché si ponga fine alle attuali tensioni in vista di un avvenire di speranza per tutta la popolazione”.

Poi il Papa guarda all’Asia: al Myanmar, affinché possa raggiungere una situazione di pacifica convivenza, e alla penisola coreana, affinché si superino le tensioni “in un rinnovato spirito di collaborazione”.

Accorato il pensiero di Francesco per chi è stato colpito dal terrorismo, per gli abbandonati e gli esclusi , “quelli che soffrono la fame e le vittime di violenze". Il Papa invoca la pace per i profughi, i migranti e i rifugiati e “quanti oggi sono oggetto della tratta delle persone”. C’è bisogno di pace – afferma – anche per i popoli impoveriti dalle “ambizioni economiche di pochi e dall’avida ingordigia del dio denaro che porta alla schiavitù. Pace a chi è segnato dal disagio sociale ed economico e a chi patisce le conseguenze dei terremoti o di altre catastrofi naturali”. Poi un pensiero all’infanzia ferita e sfruttata.

“Pace ai bambini, in questo giorno speciale in cui Dio si fa bambino, soprattutto a quelli privati delle gioie dell’infanzia a causa della fame, delle guerre e dell’egoismo degli adulti”.

Francesco chiede infine a tutti gli uomini di buona volontà di continuare a “costruire un mondo più umano e più giusto, sostenuti dalla convinzione che solo con la pace c’è la possibilità di un futuro più prospero per tutti”. Un cammino in cui ci illumina la lode al Bambino portatore di fratellanza e concordia.

“Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio: è il 'Principe della pace'. Accogliamolo!".

Infine dopo la benedizione, con la concessione dell’indulgenza plenaria, ancora gli auguri del Papa.

“In questo giorno di gioia siamo tutti chiamati a contemplare il Bambino Gesù, che ridona la speranza ad ogni uomo sulla faccia della terra. Con la sua grazia, diamo voce e diamo corpo a questa speranza, testimoniando la solidarietà e la pace. Buon Natale a tutti!”.